Compagnia Alilauro Gruson dal 1944

sdSalvatore Di Leva

«Sorrentino d.o.c.» da cinque generazioni, nato e cullato dalle onde del mare di Marina Piccola, Salvatore Di Leva ha percorso tutta la carriera di marinaio: da mozzo fino al grado di comandante.

Dal ‘75, anno in cui imbarca da ufficiale sulla nave da crociera “Achille Lauro”, Salvatore prosegue la sua carriera su navi da carico della società “D’Amico” fino al 1978, quando divenne il più giovane titolato del settore. Attualmente è presidente della GESCAB s.r.l. e promotore di molte iniziative che hanno dato impulso al settore turistico e diportistico di Sorrento.

Il suo infaticabile entusiasmo e l’amore per la sua famiglia hanno contribuito a designarlo meritevole del Premio “Sorrento nel Mondo” 2012.

Quando è iniziata la svolta da comandante a imprenditore?

Ho navigato per un po’ nell’azienda di famiglia poi fui richiamato e iniziai insieme ai miei familiari un nuovo percorso con la GRU.SO.N. (Gruppo Sorrentino di Navigazione) fino a che nel ‘90 creammo l’attuale Alilauro GRU.SO.N. che divenne la società più grande del Golfo di Napoli. Nel tempo abbiamo portato avanti anche attività collaterali come la ristorazione, l’agenzia di viaggio, il metrò del mare e il noleggio di grossi yacht.

Dall’anno scorso, poi, finalmente dopo sessant’anni, tutti gli operatori del porto di Sorrento sono uniti in una forma consortile di cui sono il presidente, consorzio che ha gestito tutta l’attività croceristica, senza tralasciare l’aspetto della security a cui ho dato particolare attenzione con il progetto “Cuore Amico” grazie al quale forniamo tutta una serie di servizi da terra e da mare per la sicurezza del cittadino e del turista.

Cosa ci dice dell’aspetto ambientale?

Sono presidente della Marintecnica, società dove, con un investimento di dieci milioni di euro, abbiamo messo su un’organizzazione valida a 360 gradi per la costruzione di qualsiasi natante e, in particolare, saremo i primi in Italia per la produzione di motori idrici a gas di cui faremo la presentazione a breve.

Un settore che riesce a dare ancora soddisfazioni e soprattutto impiega forza lavoro in un momento di particolare crisi come quello che stiamo vivendo...

Sì direttamente o indirettamente mi trovo a gestire circa 700 famiglie in un momento così difficile, ma che mi vede in prima fila per il supporto e l’entusiasmo dei miei collaboratori e delle loro famiglie. La famiglia è la prima cosa, un leader esiste fin quando c’è la coerenza nel modo di agire e finché c’è una storia. Io ho una bella famiglia, mia moglie Rosaria, mia figlia Carla, i miei fratelli, le sorelle ed i nipoti tutti.

Sua figlia proseguirà le orme del padre?

Recentemente ho acquisito un’agenzia di viaggio, sempre nell’ottica di creare attività collaterali a quella diportistica, cercando appunto la prosecuzione della tradizione familiare e affidandola completamente a mia figlia Carla.

Gli uomini di mare sono fortemente credenti, qual è il suo rapporto con la fede?

Se non ci fosse la fede, se non ci fosse chi ci guarda dall’alto, sarebbe tutto molto più difficile. Io cerco di aggrapparmi anche a quelli che sono gli affetti cari che oggi non ci sono più ma che sono state le mie guide, mi riferisco ai miei genitori, a mia madre e ad un Essere superiore, altrimenti la vita non avrebbe senso.